Quel che suggerisce il cuore


Qui mi propongo, - quale pretesa!-,
di indagare sul nostro destino:
chi siamo, da dove, e dove andiamo?
Esprimerò quel che suggerisce il cuore,
quel cuore troppo poco ascoltato,
eppure vibrante di speranza
reclama perdute assonanze

venerdì 21 ottobre 2011





ll dovere fondamentale del potere è la sollecitudine

per il bene comune della società:

da qui derivano i suoi fondamentali diritti



Giovanni Paolo II

Attualità
del bene comune


Il bene comune, umiliato dalla sfrenata sete di possesso dell’uomo,

oggi torna come il quesito prioritario su cui imperniare

la nuova evoluzione sociale e politica

Se i politici non hanno la forza di sostenere il bene comune

lo possono fare forze propulsive emergenti…

O ci salviamo insieme o affondiamo tutti




Indignati dalla deriva del presente, siamo in cerca

di contenuti nuovi per edificare il futuro sul Bene comune




Molti si giustificano: è ragione

di antica questione;

altri, pronti a giocarsi la gloria,

giurano solerte attuazione.

Oggi,sui suoli rugosi

avanti a noi sbriciolati,

leggiamo dove porta la storia!



Provati dai solchi deformi

ci diciamo indignati.

Ma, può l’uomo,

predatore selvaggio,

favorire altro bene?



- Il Bene  è impegno di tutti! -

Chi è  saldo nella  Fede,
 
non teme il futuro

 quel che è difficile alla'uomo

è sempre possibile a Dio!

Ma non ti puoi dispensare.


Come gemma rara

nell’ animo serbata,

il sentimento vinto

ritorna convinto




E a te , che accorri irritato

a fronteggiare il presente ,

sappi che la semina

nel getto scomposto,

non procura raccolti .



Affinati in quell’officina,

che fonde  in lucido sguardo,

ci sc
opriremo insieme, più forti,
attratti a ravvivare

 quel Bene tanto desiderato ,

nel  solidale servizio

del comune cammino














Accanto al bene individuale, c’è un bene legato

al vivere sociale delle persone: il bene comune.

E’ il bene di quel “noi tutti”,formato da

individui, famiglie, gruppi intermedi,

che si uniscono in comunità sociali.

Volere il bene comune e adoperarsi per esso

è esigenza di giustizia e carità.



Benedetto XVI

venerdì 25 marzo 2011

Nucleare si, nucleare no!

Quando l’uomo è costretto a scontrarsi con drammi collettivi e tragedie, come in questo momento sta accedendo , in molti si fa incalzante una ansiosa voglia di analizzare, di rendersi conto, di collaudare il proprio ristretto contesto, confrontandolo col più ampio umano destino.
Quando, tutto sommato, l’esistenza è incanalata in una banale normalità e la sorte non sembra presentare grossi problemi, si è facilmente portati a immaginare che quel che abbiamo è dovuto, è scontato, che è un diritto e che è giusto avvalersi di tutto quello che si dispone senza farsi problemi .
Ma dato che la vita risulta come un incessante moto, come un percorso, una spinta, ora mi chiedo, quali forze, quali energie ci rafforzano e in che modo interagiscono con la nostra personale volontà.
Certo, ci sono forze estranee che usualmente interferiscono col nostro modo di fare e ci influenzano notevolmente
Riconosciamo che siamo comunemente condizionati da energie ignote e svianti, che interferiscono e sconcertano
Ma per chi crede, inquadrare il contesto singolo in un contesto più generale, è più facilmente giustificabile. L’impulso perfetto di un pensiero divino che tutto ha gestito e fissato, con leggi evidenti e funzioni sottili, risolve molti interrogativi! Tutto è rapportato e tutto rinvenuto intrecciato in modo mirabile, al fine di un’evoluzione continuativa e positiva.
Ma l’intervento dell’uomo libero e creativo ha portato squilibri delle cui conseguenze non possiamo renderci affatto conto…
Ma anche questo possibile squilibrio è stato previsto dal Creatore, che ha progettato in natura risposte tali da attenuare la forza disordinante dell’uomo.
E, comunque, di solito, noi uomini tecnologici, così ingegnosi, non sappiamo poi, oppure ci rifiutiamo di sapere, come confrontarci con le leggi di natura!
Non vogliamo renderci conto quanto costa pareggiare i conti con la natura, e che quanto più sono potenti le forze impiegate più violenta ed aggressiva e imprevidente e globale è la indotta sua reazione!
La risposta della natura può essere tardiva, ma parimenti aggressiva e incisiva, ancor più l’uomo, allora, dovrebbe per la sua forma imponderabile, temerla; ma qualcuno dice che dobbiamo vincere la paura e andare avanti… : cosa vuol dire con questo?
Che ce ne dobbiamo infischiare, chiudere gli occhi e vivere i nostri giorni dediti alla insolente speculazione il più possibile con allegria?
E poi cosa succederà?

Davvero è questo un pensiero costruttivo, da uomini sviluppati, è questo quello stesso pensiero che ha permeato uomini competenti e che ha accompagnato il progresso dell’umanità? o questo è un pensiero tipico dei tempi di decadenza e di uomini scadenti e violenti?

Presa di coscienza o distruzione?

giovedì 3 febbraio 2011



Siamo al mondo per crescere dentro


Siamo al mondo per crescere dentro,
attraverso il percorso accidentato della vita,
per elevarci spiritualmente;
Siamo al mondo per fare il nostro dovere
assumendo consapevolmente tutte le responsabilità
del ruolo che le nostre capacità,
le circostanze in cui siamo cresciuti
e la sorte ci hanno assegnato.
Acquisire questa consapevolezza
e sentire che niente è per caso,
dal momento che ognuno di noi recita
la propria parte in un grande Progetto
che ci trascende,
è la via per conquistare la serenità
e l’equilibrio interiore: il vero fine da proporsi.
Ma questa è saggezza antica,
l’antitesi della mentalità dominante.


Fuschini - Il “diritto” alla felicitá


martedì 11 gennaio 2011


Vivere a dispetto del morire o
rappacificarsi con sorella morte?




Vivere con dolcezza… sempre
Anche quando preme il dolore
e sorella morte ribassa
le misere spalle…
Possibile mai ?

Forse la spiegazione sta
in un confronto di verità

Simile a Morte, infatti è Verità
Temiamo la morte
Come abbiamo timore della verità:
entrambe ci sovrastano,
entrambe appartengono
a un mondo distante,
che abbiamo paura di accostare,
in quella oggettività
che restituisce
altrove la nostra essenza

Quando impariamo a confrontarci con l’una
accogliamo anche l’altra:
misterioso questo legame
più possente della stessa realtà

Vivere per non morire o rappacificarsi con sorella morte?
A volte ci limitiamo a vivere per non morire… e tutte le nostre esperienze
diventano un vivacchiare pur di continuare nelle nostre limitanti vicissitudini,
ma l’ ignoto misterioso coinvolge molto più, ed è la consistenza dell’incognito
futuro che spinge a vivere con nuovo interesse ogni giorno, e a generare una
pur gioiosa partecipazione…
Bisognerebbe imparare a includere la morte nelle normali esperienze di vita,
bisognerebbe trovare il sottile e tenace legame che ci lega ad essa e
smetterla di disprezzarla come fosse il peggiore degli affronti.
La morte fa parte della vita, dà senso e spessore al nostro fare, capovolge i
luoghi comuni , e pone accenti di luce dove non ce lo saremmo aspettato!
Cosi facendo vivremmo meglio, più sereni, e - paradossalmente - più gioiosi e
più fattivi, e, senza nulla trascurare arriveremmo fino ad un’ ètà che non
contavamo …