Quel che suggerisce il cuore


Qui mi propongo, - quale pretesa!-,
di indagare sul nostro destino:
chi siamo, da dove, e dove andiamo?
Esprimerò quel che suggerisce il cuore,
quel cuore troppo poco ascoltato,
eppure vibrante di speranza
reclama perdute assonanze

lunedì 29 novembre 2010





il messaggio di ogni ammalato



Mai mi accorgo di com’è rosso il sole
Come quando si spinge al tramonto.
Mai patisco la sua ricchezza
Come quando si eclissa, lento,
E, con lunga carezza,
mi dichiara scoperta
la sua nera mancanza.
E sai che c’è
Proprio quando non c’è.


Come quando si fa sera
E senti la stretta di quella tenerezza
che ti svela un’assenza.
E intuisci dov’è la tua essenza.
E sai che c’è
Proprio quando non c’è.


Come quando son lontana
E patisco più bella la mia terra
E quando abbatte la malattia
più allora, dolente lo apprendo,
come può essere serena la vita.
E lodo il suo dono.


Quale riguardo ti devo, fratello mio .
E a tutti voi che, provati, rimanete resistenti,
con dolore e sacrificio nobile.
Voi, In conforme accettazione, vi sobbarcate
tali fardelli a ricordare alla comunità unita,
e ad ognuno singolo,
quale valore grande ci è stato affidato
in tutti quei doni, pur fragili,
che sono lautamente elargiti.









Il guerriero della luce ha appreso che
Dio si serve della solitudine per insegnare la convivenza.
Dio si serve del silenzio per fornire un insegnamento
sulla irresponsabilità delle parole.
Si serve della malattia per sottolineare la benedizione della salute

Paulo Coelho

giovedì 11 novembre 2010


Per Pompei come per le alluvioni




Solo il richiamo di eventi disastrosi
ci fa comprendere quale e dove è il valore
e la convenienza per l’ uomo.
Sembra che noi uomini abbiamo bisogno delle calamità
per comprendere appieno valore e carico dell’esistenza.
Nell’accostare l’ intrinseca, innegabile difficoltà,
riverbera la correlazione di un creato
che di per sé tenderebbe ad ottimizzare,
in accorato contrasto
con l’azione sopraffattrice dell’uomo.
Capita a chi capita,
che brutto vedere comunque,
di fronte all’evidenza di uno scempio
chi pretende sentirsi libero e pulito
Eppure ci tocca tutti, tutti ci coinvolge,
e tutti dovrebbe mortificare…
Ancor più solidali e riconoscenti con chi
in questo momento paga per tutti
trarne insegnamento.
Mattone su mattone
casa dopo casa, lavoro e sacrificio,
cosi si è venuta a comporre la nostra civiltà,
opere abbandonate, svilite e mortificate
dall’incuria delle stravolgenti speculazioni
Incapaci di accettare la realtà,
resta la pia illusione di poter comunque averla franca

martedì 2 novembre 2010


Purgatorio...

Ad ogni anima è necessaria la preghiera e la grazia
per giungere a Dio e all'Amore di Dio.

Messaggio di Medjugorje del 6 novembre 1986


Dalla droga alla corruzione,
dalla bulimia di potere,
allo scadimento virtuale
allucinanti gli effetti dell’ umano contagio
E mi viene da considerare a cosa giovi libertà
quando allontana Amore…

Benedetto il disagio, il dolore, la nostalgia
Il desiderio di tornare indietro:
liberarsi dal male e riconoscersi utili
E nel provvidenziale proposito di risanarci
dall’inferno si passa al Purgatorio…


Gente dispersa, gente calpestata
Siamo noi, uomini in perenne battaglia
C’è chi si butta e chi si arroga
Chi tentenna e chi s’inchioda.
Lungo il cammino della vita
difficile arte la buona forma

Quanti beni franati
Quanti divisi in usurpazione
Qui sfuggiamo e lì avversiamo
Ma, alla fine, quale il verdetto?

Grazia di Dio, per chi crede e ascolta,
ci toccherà saggiare daccapo,
e pure dolorosamente aspettare…
Sempre più grati della consegna
di esaminare e risanare
i tanti errori e le miserie.
Sempre più felici di recuperare
la Sua bellezza, la Sua bontà,
nell’ infinito Amore
che cresce, inesauribile
al duro corso di purificazione


Lungo il cammino della vita