Quel che suggerisce il cuore


Qui mi propongo, - quale pretesa!-,
di indagare sul nostro destino:
chi siamo, da dove, e dove andiamo?
Esprimerò quel che suggerisce il cuore,
quel cuore troppo poco ascoltato,
eppure vibrante di speranza
reclama perdute assonanze

mercoledì 22 dicembre 2010



Il Mistero di Natale




La Luce guardò in basso

e vide le Tenebre:

"Là voglio andare"

disse la Luce.



La Pace guardò in basso

e vide la Guerra:

"Là voglio andare"

disse la Pace.



L'Amore guardò in basso

e vide l'Odio:

"Là voglio andare"

disse l'Amore.



Così apparve la Luce

e risplendette.

Così apparve la Pace

e offrì riposo.

Così apparve l'Amore

e portò vita;

questo è il mistero del Natale.




L. Hausman



sabato 18 dicembre 2010


la Forza della Vita




Raitre lo spot pro eutanasia…
Dunque, le organizzazioni cosiddette progressiste, che si erano schierate a
favore delle richieste di Welby e del triste esito della innocente Eluana
Englaro, hanno infine gettato la maschera e ci hanno fatto cogliere quali
radicali ed oltranziste pretese queste sottendevano…
È atroce pensare che ad una persona cui rimangono pochi mesi di vita: di vera
vita, dolorosa, dolorosissima, ma vera, autentica, sostenuta da deliberata
coscienza e vigile relazione, quale la persona,- carissimo amico ma come ti sei
potuto prestare?- in video, solo perché si avverte di peso, solo perché è
naturale lo sconforto e l'angoscia che rifiuta una pietà di facciata, debba contestare con tanto
disinteresse il proprio valore!
È facile farsi coinvolgere in ingannevoli sollecitazioni, che invece di
proporsi come solidale dono di collaborazione, di sostegno ad affrontare con
serenità e speranza il più importante momento di tutta una vita, demoliscono la
sua tragica realtà rendendola una farsa mediatica di raccapricciante realismo.
Ma come può un Cristiano non indignarsi, non sentire che viene cosi demolita la
struttura positiva di ogni sua crescita: che è pur anche proiettata verso la vita
eterna? cui ogni uomo ha diritto di prepararsi in decorosa estrema integrazione.
Invece questo passaggio , comunque deciso, in modo cosiddetto dolce o in modo
drastico, è sicuramente una violenza inaudita verso la propria anima,
naturalmente per chi ci tiene ad essa!
Di questo passo dobbiamo pensare che il suicidio legalizzato sia ipotesi non
casuale! E qui la cultura davvero scade negli inferi di se stessa, e negli
inferi di una persona che in un momento di estremo sconforto si sente
autorizzato a disfarsi di sé.
Cosi si costruisce una cultura disfattista, appena ci dispensiamo dall’aiuto, dalla
comprensione, dall’attuazione di una visione che impegna tutti ad una comune
comprensione. E si rinuncia, subdolamente, a ricomporre un' idea affermativa di
civiltà!

Di questo dovremmo sentirci responsabili: del fatto che fino all’ultimo possiamo essere efficaci , in ammaestramento e lascito alle generazioni future e ai nostri figli in particolare, nell’abbandonarci alle suprema potenza della vita.







Per liberare
dalla morte i morti

E sorreggere noi infelici vivi,

d’un pianto solo mio, non piango più,

Ecco, Ti chiamo, Santo,

Santo, Santo che soffri.


Giuseppe Ungaretti

giovedì 9 dicembre 2010



Amore o annientamento?

C’è né tanta di bella gente
e c’è n’è pure di minuta stoffa ,
c’è chi spera nella sorte
e chi si affida alla corte.
Chi cerca un amore
e chi cede alla passione

Chi si chiude e chi si concede,
nemmeno la porta del sentimento
esenta da soggezioni,
ma è l’ esca del potere
che contagia l’ aberrazione,
gonfia, e gonfia
fino a poi a scoppiare…

Cosi avviene nella politica , così è sempre accaduto nella temeraria trasformazione di impazzite civiltà, così avviene nel controllo del mondo… Escludendo Amore si esclude Comprensione: quella stretta corrispondenza che collega le complessità, e tutto attorno prende a gonfiarsi, gonfiarsi…
Una volta pareggiava la paura della bomba nucleare, ora sembra non si faccia più caso a niente…forse aspettiamo che la bolla si gonfi per goderci l’ultimo spettacolo?!

giovedì 2 dicembre 2010

L’ultimo messaggio di un uomo di spirito




Il gesto privato di un uomo noto va comunque colto, tanto più se è il grido scoraggiato di un uomo di spettacolo. Egli ci lascia, in ogni caso, un’ esperienza, che può essere letta in forme diverse, a seconda di chi la recepisce.
E, chi ha un credo consolidato, si rende conto come l’animo di quest’uomo, che molti aspetti ha saputo coglire della vita, alla fine aveva avuto anche un’ ultima opportunità: di scoprire le profonde angolature della sua anima.
La malattia ha questo di indiscutibile, se sobbarcata: ci pone a confronto con i più incavati reclami del nostro sentire.
A chi crede dispiace che un tanto talento non abbia saputo raccogliere questa opportunità, di riconciliarsi pienamente con il più importante aspetto del suo multiforme raccontare.

lunedì 29 novembre 2010





il messaggio di ogni ammalato



Mai mi accorgo di com’è rosso il sole
Come quando si spinge al tramonto.
Mai patisco la sua ricchezza
Come quando si eclissa, lento,
E, con lunga carezza,
mi dichiara scoperta
la sua nera mancanza.
E sai che c’è
Proprio quando non c’è.


Come quando si fa sera
E senti la stretta di quella tenerezza
che ti svela un’assenza.
E intuisci dov’è la tua essenza.
E sai che c’è
Proprio quando non c’è.


Come quando son lontana
E patisco più bella la mia terra
E quando abbatte la malattia
più allora, dolente lo apprendo,
come può essere serena la vita.
E lodo il suo dono.


Quale riguardo ti devo, fratello mio .
E a tutti voi che, provati, rimanete resistenti,
con dolore e sacrificio nobile.
Voi, In conforme accettazione, vi sobbarcate
tali fardelli a ricordare alla comunità unita,
e ad ognuno singolo,
quale valore grande ci è stato affidato
in tutti quei doni, pur fragili,
che sono lautamente elargiti.









Il guerriero della luce ha appreso che
Dio si serve della solitudine per insegnare la convivenza.
Dio si serve del silenzio per fornire un insegnamento
sulla irresponsabilità delle parole.
Si serve della malattia per sottolineare la benedizione della salute

Paulo Coelho

giovedì 11 novembre 2010


Per Pompei come per le alluvioni




Solo il richiamo di eventi disastrosi
ci fa comprendere quale e dove è il valore
e la convenienza per l’ uomo.
Sembra che noi uomini abbiamo bisogno delle calamità
per comprendere appieno valore e carico dell’esistenza.
Nell’accostare l’ intrinseca, innegabile difficoltà,
riverbera la correlazione di un creato
che di per sé tenderebbe ad ottimizzare,
in accorato contrasto
con l’azione sopraffattrice dell’uomo.
Capita a chi capita,
che brutto vedere comunque,
di fronte all’evidenza di uno scempio
chi pretende sentirsi libero e pulito
Eppure ci tocca tutti, tutti ci coinvolge,
e tutti dovrebbe mortificare…
Ancor più solidali e riconoscenti con chi
in questo momento paga per tutti
trarne insegnamento.
Mattone su mattone
casa dopo casa, lavoro e sacrificio,
cosi si è venuta a comporre la nostra civiltà,
opere abbandonate, svilite e mortificate
dall’incuria delle stravolgenti speculazioni
Incapaci di accettare la realtà,
resta la pia illusione di poter comunque averla franca

martedì 2 novembre 2010


Purgatorio...

Ad ogni anima è necessaria la preghiera e la grazia
per giungere a Dio e all'Amore di Dio.

Messaggio di Medjugorje del 6 novembre 1986


Dalla droga alla corruzione,
dalla bulimia di potere,
allo scadimento virtuale
allucinanti gli effetti dell’ umano contagio
E mi viene da considerare a cosa giovi libertà
quando allontana Amore…

Benedetto il disagio, il dolore, la nostalgia
Il desiderio di tornare indietro:
liberarsi dal male e riconoscersi utili
E nel provvidenziale proposito di risanarci
dall’inferno si passa al Purgatorio…


Gente dispersa, gente calpestata
Siamo noi, uomini in perenne battaglia
C’è chi si butta e chi si arroga
Chi tentenna e chi s’inchioda.
Lungo il cammino della vita
difficile arte la buona forma

Quanti beni franati
Quanti divisi in usurpazione
Qui sfuggiamo e lì avversiamo
Ma, alla fine, quale il verdetto?

Grazia di Dio, per chi crede e ascolta,
ci toccherà saggiare daccapo,
e pure dolorosamente aspettare…
Sempre più grati della consegna
di esaminare e risanare
i tanti errori e le miserie.
Sempre più felici di recuperare
la Sua bellezza, la Sua bontà,
nell’ infinito Amore
che cresce, inesauribile
al duro corso di purificazione


Lungo il cammino della vita


mercoledì 6 ottobre 2010



Non esiste una morale privilegiata,
esiste la Morale: di cui la Bibbia è universale ispiratrice!




"Una morale che discende dal volere di Dio è tipica delle morali
primitive...
Ma dopo abbiamo avuto l'illuminismo, abbiamo cominciato a ragionare.
Anche se con poco coraggio, il nostro cervello lo sappiamo anche usare".


U. Galimberti



C’è da convenire che Dio abbia aperto la mente degli uomini alla unica morale,
universalmente valida, quando gli uomini con la sola ragione non potevano
concepirla: chissà quanto tempo avrebbero trascorso per congetturala, e con
chissà quali distorsioni e confusioni!

Ma se la disposizione morale può partire da una fede religiosa, la sua pratica
pur se sostenuta dalla motivazione dominante, è pur sempre devoluta al buon
rapportarsi tra uomini.

Insomma la religione sostiene l’etica, ma essa non è affatto sufficiente per
contraddistinguere i credenti …

L’ attività morale è un attività specificamente umana e consiste
nell’interrogarsi dell’uomo sulla sua pertinente funzione nel mondo, come nella
onesta disponibilità ad una equilibrata connessione con il proprio sentire,
sostanziato a dar senso e rafforzamento ad un equilibrato agire , come a un
bendisposto rapporto con il mondo.

Alla fine ci si accorge che i comandamenti non servono per provare ubbidienza a Dio, ma per onorare l’essenza più mirabile di considerarci uomini.
Questo ci ha significato Gesù quando ha mutato i dieci comandamenti in un'unica sostanziale esortazione:

Qual è il primo di tutti i comandamenti? Gesù rispose: Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi.

Questo è l’ imperativo distintivo di noi cristiani, e solo esso privilegia la
nostra relazione con il soprannaturale…











“Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti,…
ma a dare pieno compimento”.

(Mt 5, 17-19)

lunedì 13 settembre 2010

Naturalmente…

Chiedersi se l’uomo sia naturalmente portato verso il bene o verso il male è come chiedersi se l’uomo sia naturalmente portato a volare o a precipitare. Le forze che governano l’umano agire sono forze contrastanti, ambedue naturalmente ammissibili, entrambe contengono spinte reali, dato che l’uomo ha possibilità di secernere e stabilire cosa vuol poi fare di sé…

L'uomo sogna di volare...
Guardare dall'alto,
planare sul mare
L'uomo ha voglia di cambiare
Ma non sa più come fare
L'uomo ha voglia di cambiare
Ma non sa più cosa fare
L'uomo sogna di volare

E allora...
Partenza, decollo,
non c'e' nessun controllo
Di scatto riparto,
Ci sono cose che volevo...
ma non ti ho detto mai


Negrita
Il Bene e il Male sono un pensiero
che il Creatore certo non fece
sono un nostro quotidiano affare
come per le formiche correre o rallentare

Perciò non dire: la Natura è male
se confonde terremoto e temporale
così un prato fiorito non è bene:
non ti accoglie, non ti aspetta
solamente ti contiene

Bisogna aver molti talenti
per uscir vivo da qui
come un coltello a sette lame
o le braccia di Kalì

Bisogna volare, fuggire e colpire
bisogna guardare in ogni direzione
essere drago scimmia e airone
avere il piede sicuro
bisogna camminare
finché non viene scuro
amare le ombre e le voci
anche nella notte, amare il suono
della campana oltre il muro

Stefano Benni





finché non viene scuro...

sabato 24 luglio 2010




La fortuna dei prepotenti la fanno gli sciocchi


Perché solo la verità può aiutare ad arricchire
mentre colui che si lascia incantare
dalle false parole
si rende schiavo perenne
di qualcuno o qualcosa


Amico carissimo che qui mi rammenti
anni vissuti, in fretta consumati
senza una scorta, che reggesse il confronto,
io ti vedo tentennare, immaginare una fortuna,
cosi come un tempo è successo a me pure
E non c’era nessuno che volesse sentire

Non dar retta, ti prego
a chi vuol raccontare e di più stuzzicare
che la vita per tanti… è offerta dorata ,
e ti portan a guardare nel pozzo,
di notte, la luna e le stelle
ed è quello il mondo

Stai pronto
a chi intriga a tirare tranelli
lusingando gioielli
di gran luccicore
per stornare una resa .

Non lasciarti deviare da chi
se ha meno polso ,
pure sembra il più esperto,
così pronto a menare…
Sei sempre tu il vile maldestro,
ma aspettare un ripiego: da chi?

Ogni essere umano
si barcamena,
e tu non sei da meno.
Allora sii fiero di te
delle tue sviste, delle tue umane miserie,
delle tristezze, e degli imposti dolori,
ti servono per tornare a provarci
e comprendere l’audacia
di farcela ancora.

Originale ipoteca ogni cuore
sospeso, la sua medicina
ha un nome espressivo
nel vero intagliato.

Se cerchi giorni inconsueti,
ma non son quelli
che rispondono al fine;
se chiedi uno scopo alle quotidiane fatiche
materie consistenti da cesellare,
volontà e ragione posson bastare,
a render distesi
a guardarci negli occhi
e imparar comprensione.

Non desistere mai
di coltivare l’animo tuo
sovrano, in sé mitigato.
Nascosti dalla nebbia, misericordia…
rinasceranno inattese
inusuali alleanze.
Flussi misteriosi
nutriti in concordia
si tendono e traboccano
oltre le naturali barriere.

martedì 13 luglio 2010

lunedì 12 luglio 2010

La ricerca della verità e della conoscenza
è una delle più alte attività umane,
anche se spesso ne menano più vanto quelli
che meno vi partecipano.


Einstein

La verità…, inestimabile icona, su cui tutti potremmo proficuamente fondare il buon vivere…
Eppure sembra che più tutti sian pronti a sbandierarla, tanto più essa si formi mendace…
Oggi non si studia per comprendere e proclamare la verità di una conoscenza, oggi la scienza è finalizzata a ben altro, ad essa infatti si chiede soprattutto una cosa: di ottimizzare una buona tecnica per meglio impicciare…
Ma, allora, come difendersi, c’è un metro, possiamo identificare un modo per distinguere una verità, tale che possa convincerci di ciò che ci viene proposto?
La verità non è mai semplice…
Eppure chi non intende barare non ha bisogno di parole ingombranti per significarci le sue oneste disposizioni… mentre molte parole, e ampollose, servono a chi si propone di venderci un prodotto preconfezionato artefatto
In questo modo, possiamo riconoscere: nella semplicità di una proposta, cioè nella - buona fede- un buon biglietto di garanzia… anche se dovremmo poi cautelarci riguardo la correttezza delle informazioni…
Insomma , sembra che – davvero- la verità sia difficilmente appurabile…
Vuol, dunque, dire che non esiste una verità dichiarata, che dobbiamo farcene una ragione e starcene buoni e cedere a tutto quello che ci propinano?
Così taluni affermano …
Ma, allora, chi ama la verità e su questa ferma cognizione appoggia l’esistenza, a quale verità s’intende connesso ?
“ La Verità è quello che cerchi quando ancora non sai cosa sia, ma sai che c'è.”
Mi piace questa definizione
In genere le persone che danno un valore autonomo ed efficace alla verità intendono parlare innanzitutto di attaccamento alla verità o ancora di fiducia in una Verità fondamentale, che sentiamo germogliare dentro di noi, quando con mente aperta veniamo da essa interpellati, e su cui possiamo uniformarci o distanziarci nelle nostre umane vicende.
È nella ricerca coerente l’ umana possibilità di avvicinare sempre più la Verità



La stupidità ha fatto progressi enormi.
È un sole che non si può più guardare fissamente.
Grazie ai mezzi di comunicazione,
non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti,
si vende moltissimo,
ha ridicolizzato il buon senso,
spande il terrore intorno a sé


Ennio Flaiano

mercoledì 30 giugno 2010







Il buon Giornalista deve essere spietato diceva Indro Montanelli


Ma noi cosa ci aspettiamo dai giornalisti?



Nell’appoggiare pienamente la “doverosa” protesta dei giornalisti mi domando : cosa ci aspettiamo da un “buon “ giornalista, perché conquisti il nostro gradimento?
Assodata la funzione sostanziale di un giornalista di aggiornarci sugli avvenimenti correnti, questi ha , prima di tutto, l’ingrato compito di illustrare e commentare il fatto, secondo competenza e coscienza.
Un buon giornalista, per questo, non si fa prestanome né presta penna, egli dovrebbe essere sopratutto indipendente, dipendente cioè solo dalla sua sensibilità , nel commentare l’obiettività degli eventi, come nel ritracciarne risvolti che altrimenti verrebbero prontamente insabbiati.
Ardua mansione, quella di rintracciare e sottolineare il pelo nell’uovo! , si fa per dire, perché oggigiorno le questioni da certificare sono travi cosi massicce che c’è ben poco da sofisticare…
Noi lettori ci aspettiamo di essere al contempo stimolati a considerare e indotti ad interpretare , ossia auspichiamo di ricavare dai diversi articoli chiarimento e sollecitazione sociale e politica.
Sottolineare le aberrazioni e mettere in evidenza quel che al semplice cittadino sfugge sulle idiosincrasie del potere…Vi sembra poco?
A voi giornalisti resta il dovere, di difendere con la parola intrigante una libertà intricata!

Bel giornalismo quello di daniel di schuler
che ritrae commenta e scende nei dettagli

anche se fa rabbrividire



L’occidente tramonta a Toronto: la ripresa, se ci sarà, dovrà arrivare da oriente
I grandi della terra, tutti assieme, hanno deciso che sono finiti i giorni dell’occidente.
Lo hanno stabilito a Toronto facendo del proprio peggio per non raggiungere un reale accordo sulle strategie da utilizzare per uscire dalla crisi.
Se una lezione ci ha dato l’ultimo secolo della nostra storia, è che solo un robusto intervento della mano pubblica permette ai sistemi economici di uscire dalle spirali delle crisi economiche che, periodicamente, li colpiscono. ….
Sarebbero bastate poche norme concordate per far sparire i paradisi fiscali in cui le grandi multinazionali fanno scomparire i propri utili; ci sarebbe voluto ancora meno per raggiungere un accordo su una tassazione omogenea – e crescente – del sistema bancario.
Sarebbero state misure che avrebbero toccato poco o nulla i comuni cittadini, ma che molto avrebbero disturbato le oligarchie che, ormai, sono le vere padrone dell’economia globalizzata.
Non è necessario credere nelle teorie complottistiche che abbondano in rete per capire quale sia il potere di società commerciali che fatturano più della maggior parte dei paesi aderenti all’ONU; non bisogna essere un pericoloso anarcoide per intuire che pericolo siano, per le democrazie liberali, dei centri di potere assoluto extra costituzionale come dei consigli di amministrazione che possano disporre di risorse superiori a quelle di quasi tutti gli stati sovrani.
A Toronto, una volta di più, hanno vinto loro e abbiamo perso tutti noi; tutti noi cittadini dell’occidente, perlomeno…


venerdì 4 giugno 2010

Non serve commento!

lunedì 31 maggio 2010




Intelligenze vendute,
intelligenze nefaste ,
sono quelle

che piuttosto organizzare
un proprio discorso,
scritto con acqua salata,

impregnata di sangue,
si fanno adescare

e cadon contente.
Dimenticano queste

l’ andare più sgombro,
parole scandite snodate piano:
in un dibattito aperto che rendono distorto
Allontanano esse il cuore esiliato,

estraniano la mente in racconti montati,
prescritti da altri
ad affilare l'artiglio
a fornire una zampa
al potere oscillante
al potere murato.
Così si consumano davvero temibili
i servi adescatori più che i padroni .

Come Lei dott….- qui diversi nomi si potrebbero scrivere…-
indubbiamente intelligente
ma anche uno che ci gioca, appestando parole
che, se intriganti , diventano disturbanti

Sì da scortare un giocoassillante
di un tempo mordace
Quanta poca stima di tutti quei postulanti
che miseri chiamano pur avendo un udito.
E, se non dicono questo e quello son presto snobbati
Ma dove si vuole accompagnare

l’ignaro, meschino ascoltatore
che non sa più chi accordare?





lunedì 8 marzo 2010

giovedì 4 marzo 2010



Che cos’è la felicità?
Un tempo per felicità si percepiva come quell'emozione che segue il soddisfacimento di un bisogno o il raggiungimento di un risultato più o meno a lungo agognato.
Ma adesso?
Molti hanno perso il senso di questa profonda suggestione e non sanno più dove cercarla.
Spesso ci s’immagina la felicità correlata ad una travolgente accensione, come ad un fuoco avvampante, più che ad un balsamo ristoratore, una sosta generosa per ricaricare il morale e poi tornare a camminare.
C’è sempre più chi immagina il diritto alla felicità come senza limiti e senza tributi, e giudica un nulla chi non abbia provato questo stato strabiliante…
A questo punto è comprensibile che un tale soggetto sia portato a dare per
scontato il ricorso alla droga .
Quante infide premesse, quante errate interpretazioni, inducono oggi tanti
giovani a non più contenersi?
E, dovremmo almeno riconoscerlo…, siamo noi adulti: genitori e veterani a favorire tutti questi scriteriati atteggiamenti.
Quando la società non valorizza il sacrificio,
quando considera la sofferenza come una pena
da scontare e non da far fruttare...
Quando è tutto dovuto e ancor più ogni esperienza
che esalti e dia, ad ogni costo, il massimo dello sbalordimento,
questo sperimentiamo e qui ci fermiamo…







Il senso morale di una società

si misura su ciò che fa per i suoi bambini.



Dietrich Bonhoeffer

mercoledì 20 gennaio 2010





Sono tutti uguali i bimbi nel mondo
sono tutti da salvaguardare
sarebbe il primo compito
di ogni essere umano
il nostro primo dovere

Bambini sfruttati

L’uomo sta su questo pianeta
con un compito imperscrutabile
che va avanti in misterioso intendimento
Ma , c’è una costante
in ogni terrena esistenza
da cui ci vediamo tutti legati e irretiti.
È come una sanzione da pagare
a cui non sappiamo sottrarci

Questo indica la millenaria storia mondiale
invasa da conflitti e da guerre,
speculazioni ed ingordigie.
È come se il globo fosse pervaso
da una forza nemica maligna
che porta ad avvilire le umane vicende
E ci si convince che il male non si può evitare

Ci convinciamo che sia destino
che l’uomo sia chiamato a saggiare
Ci diciamo che non c’è niente da fare
E lasciamo scorrere come va

Ma c’è anche chi non vuol farsene schiavo,
negando di subissare sé stesso.
C’è chi cerca un modo per uscirne
trovare una strada che indichi un paradiso vicino

Chi meglio dei bambini può portarci indietro nel tempo,
chi regalarci quel pezzo di freschezza tradita?
La prima cosa bella è il sorriso di un bimbo
Proteggerlo non ammette confine
difenderlo è mantenere integra la vita,
superare quel male che vorrebbe trionfare.
Aiutare i bambini è sorreggere il mondo
Attraverso loro possiamo redimerci,
non sostentarci di sacrificio innocente.

sabato 9 gennaio 2010



Nel tedio piagnucoloso di questo pomeriggio
d’inverno, livido ed inzuppato
vola il pensiero a trasparenti paesaggi
Immagino monti imbiancati
Lontane città coperte di candida neve
fiocchi opalescenti che si rincorrono
e coprono le bianche strade
quasi vuote,
Un’atmosfera cordiale e rarefatta,
che sfuma i frastuoni
in una estensione fuori dal tempo
Un’occasione preziosa
per muoversi adagio,
cercare il conforto e il calore
e distillare dal cuore
dipinti dai mille colori

dipinti dai mille colori


ciao