Quel che suggerisce il cuore


Qui mi propongo, - quale pretesa!-,
di indagare sul nostro destino:
chi siamo, da dove, e dove andiamo?
Esprimerò quel che suggerisce il cuore,
quel cuore troppo poco ascoltato,
eppure vibrante di speranza
reclama perdute assonanze

giovedì 11 novembre 2010


Per Pompei come per le alluvioni




Solo il richiamo di eventi disastrosi
ci fa comprendere quale e dove è il valore
e la convenienza per l’ uomo.
Sembra che noi uomini abbiamo bisogno delle calamità
per comprendere appieno valore e carico dell’esistenza.
Nell’accostare l’ intrinseca, innegabile difficoltà,
riverbera la correlazione di un creato
che di per sé tenderebbe ad ottimizzare,
in accorato contrasto
con l’azione sopraffattrice dell’uomo.
Capita a chi capita,
che brutto vedere comunque,
di fronte all’evidenza di uno scempio
chi pretende sentirsi libero e pulito
Eppure ci tocca tutti, tutti ci coinvolge,
e tutti dovrebbe mortificare…
Ancor più solidali e riconoscenti con chi
in questo momento paga per tutti
trarne insegnamento.
Mattone su mattone
casa dopo casa, lavoro e sacrificio,
cosi si è venuta a comporre la nostra civiltà,
opere abbandonate, svilite e mortificate
dall’incuria delle stravolgenti speculazioni
Incapaci di accettare la realtà,
resta la pia illusione di poter comunque averla franca

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