Quel che suggerisce il cuore


Qui mi propongo, - quale pretesa!-,
di indagare sul nostro destino:
chi siamo, da dove, e dove andiamo?
Esprimerò quel che suggerisce il cuore,
quel cuore troppo poco ascoltato,
eppure vibrante di speranza
reclama perdute assonanze

lunedì 25 settembre 2017

La vita non dura un solo giorno

Siamo tutti in cerca di una buona parola, un'immagine una spiegazione
 che dia senso alla nostra giornata
 è un bene o un male che ci  scorgiamo così malridotti ? 
Per un certo tempo " la parola " l'abbiamo cercata nella televisione
 che proponeva come soluzione quel che oggi vediamo... 
 Ora  la "parola" la  si cerca in internet tra  amici sconosciuti,
 o da qualche guru che possa dire qualcosa di nuovo
 qualcosa di diverso da quello che viene proposto in giro
   Dov'è la nuova vita ?
cos'è la nuova vita ?
Si potrà ritornare a costruire
un  domani più conveniente?


Già, quale domani? Su quali basi fondarlo?
Oggi chi non ha " scalate" da inseguire...
Chi non ha arroganze da imporre
Vive alla giornata senza più riuscire ad individuare una  buona speranza
Abbiamo bisogno di una spinta nuova
Forse una lezione di altra vita, quella che abbiamo sottovalutata
Che ci venga da molto lontano.?..

Capita che ti svegli un mattino 
e ti sembra di non sapere più che stai facendo
Ci si scopre smarriti, mentre davanti a noi non debba
 prospettarsi null'altro che il  breve svolgersi 
di un giorno... E  non trovare il coraggio
 di chiedere dove possa portare
 Ormai è vietato collaborare con la buona speranza
Chiusi, circoscritti, ci vanno bombardando 
con travolgenti facezie di distrazione ,
e, ridendo ridendo, eccitano
ad  assecondare il falso momento 
 Non  vale che questo presente ,
che non vede più in là di un giorno da consumare,
da usare e sfruttare in ogni maniera...

Un giorno gli uomini qui piantavano alberi ,
anche a cent' anni
 con il piacere di fare , con il piacere di contribuire 
ad arricchire una terra ancor più bella
 Un giorno i nostri padri costruivano case modeste,
decorose e solide che avrebbero sfidato i secoli ... 
Chiese che s'iniziavano oggi e ci voleva un secolo
 per poterle finire 
Eppure riuscivano a scommettere 
su quello che stavano  facendo
 Sapevano apprezzare il valore del proprio lavoro .
E il loro entusiasmo,
 la loro fede trasmettevano ai figli 
A quei figli che oggi non contano,
di cui addirittura ci si può anche privare  
"Sia pure incombenza dei tanti migranti..."
Velatamente fanno intendere
  A noi è consentito  bearsi di un piacere 
che oggi incomincia 
e oggi finisce ;
 di una soddisfazione 
che può darsi compiuta
 nella sensazione del pronto usufrutto

Ma questi tralasciano la forza dei nuovi venuti
che ancora sanno sognare... 
 che sanno cosa vuol dire progettare ,
 ideare nel lontano visionato futuro
E non si piangono addosso, perché 
hanno conosciuto il vero pianto   

Oggi  noi irridiamo chi piange
E lo rifiutiamo 
trascurando quel che dona il sudare 
e il faticare  :
Per noi che, gloriosamente
 ci siamo descritti prodighi fruitori
di ogni bene
 il domani rischia di consumarsi 
in una sera,
da acciuffare e compiacere

martedì 8 agosto 2017

Perché la nostra terra non è quella riserva 
 infinita da sfruttare a piacimento

 La siccità !, che sia questo un estremo richiamo della natura ?...
 Ma da quando ci diciamo che è il caso di rivedere i nostri comportamenti, e ottimizzare il nostro modo di usare , anziché di sfruttare questo nostro bellissimo e ricchissimo pianeta, sempre più abusato e maltrattato?..
 Cambiare..., ma in che senso , in quale direzione?
 Mica è facile risolversi...
 Riconoscere di aver commesso degli errori ...
 Bisognerebbe modificare il significato stesso che oggi siamo portati a dare alla nostra vita!
 In effetti, il modo con cui si spiega l'intera storia umana si ricollega strettamente a quella nostra personale ...
Allora valutiamo: siamo passati da chi ci prospettava, con marcata enfasi , che proveniano dalla scimmia e che siamo stati tanto bravi da evolverci in modo tanto migliorativo, da esserci, naturalmente trasformati in " Homo sapiens " quali , orgogliosamente ci definiamo... fino a chi ci prometteva che , dopotutto, siamo ancor più bravi, e soprattutto saremmo stati molto più felici in futuro con l'aiuto della nuova alleata: la scienza!
 La cosiddetta evoluzione naturalistica enunciata da Darwin dove la Natura si dichiarava naturalmente e trionfalisticamente proiettata verso la massima espressione di se stessa , ha molto stimolato e motivato i nostri padri!
 E siamo andati avanti... con la scienza e soprattutto con la tecnica... fino a convincerci di poter operare una nuova rivoluzione: un "evoluzione" di tipo meccanicistico dove la natura stava per perdere di importanza !
 In parte sembrava non essere sufficientemente attrezzata per offrire tutti quegli agi che ci aspettavamo...
 In effetti la sola Natura non poteva soddisfare tutte le nostre richieste
 No , la sola Natura, per quanto possa essere vista come alleata dell'uomo non basta per soddisfare tutte le sue ambizioni
  Dunque , al sopravanzare dei mezzi della tecnica, quale la nuova alleata da proporre?...
 Se seguire la Natura, e ottimizzare le sue risorse non sembra più soddisfacente, perché non aiuta l'uomo a compiutamente affrancarsi da ogni "male" allora bisogna manovrarla , condizionarla...
 Assoggettarla ad altri dettami: i nostri !
Per sollevare l'uomo , bisogna non più ottimizzare ma piegare la Natura, manipolarla , meccanicamente asservirla per l'appunto, con il soccorso del mezzo tecnologico!...
 Noi uomini "tecnologici" dovremmo riconoscerci ancor fortunati perché possiamo liberamente, nel massimo grado di libertà , far uso e apprezzamento dei doni di Dio, di cui in abbondanza il mondo potrebbe godere, oggi piu che mai, anche con il sussidio della tecnica..
 E invece... ci comportiamo come quei ragazzi adolescenti a cui ogni moneta , ogni concessione è cosa dovuta e ne vanno sperperando , incoscientemente, senza apprezzare, senza ringraziare!...
 Tutto sembra dovuto, niente è vissuto come dono, opportunità di miglioramento Non sentiamo di dover rendere conto o ringraziare
 Ma la Natura è stata fatta in modo tale da richiamarci a noi stessi ! E se viene stravolta e maltrattata va in confusione e in rivolta!
 Questo oggi ci apprestiamo a sperimentare non tenendo conto che tutto c'è stato donato E di tutto ci tocca aver cura!

martedì 18 luglio 2017

L'altalena della vita


Ricordiamoci:  quanto più ci si discosta dalla verità
 tanto più implacabile diventa il suo richiamo



Nell'altalena della vita individuale, come della vita sociale mi sembra 
che al giorno d'oggi siamo adeguatamente rappresentati
come protesi verso un'impennata propagandistica inebriante ... 
Ma la verità, la tanto stimata e ricercata verità, dové finita?
 la verità, oggi non sembra aver alcun valore... Sembra di non essere 
di nessun aiuto, nessun contributo,
 né tantomeno viene apprezzata come tale, 
non sottolineata , non perseguita,
non rappresenta il punto centrale dell'esistenza...
Il piacere, la soddisfazione, l'appagamento incondizionato
tendono la corda verso la lusinga di un richiamo incontenibile,
che affascina,  spinge ,
e  sospinge sempre più in alto
verso un'entusiasmante vibrazione dell'essere 
che libra e inebria... mentre  inebetisce ...
In tutto questo , ci si illude di  potersi dare una dirittura, una apparenza di vita, 
da ogni parte affermata valida, buona vera e apprezzabile....
Ma, ecco che poi, d'improvviso, capita che cosi vertiginosamente proiettati, 
ciecamente e giulivamente, verso una irresistibile felicità , 
verso una condizione apparentemente invidiabile... 
non si sa come né perché, 
ma, ad un certo punto succede, che ci si senta intercettati,
 risucchiati e costretti all'indietro!
È l'altalena della vita! Che non avevamo considerato!
Essa ha raggiunto il suo apice nella nostra vita, nella società,
e ci richiama alla nostra verità!
quella verità che avevamo svilito, ma che resta unico centro
 di quel filo conduttore che sostiene ogni essere vivente e no,
quella verità da cui è stato bello facile e giocoso allontanarsi...
 Quella Verità di cui Il nostro tempo crede di non saper che farne, 
né tanto meno è disposto ad accettare  come tale
Ma che resta comunque il punto centrale in ogni vita...
Perché quello che si vede come il punto più umile, 
in realtà resta il perno centrale del tutto !
che ci tiene fermi ancorati a noi stessi e al mondo
Eppure questo è il punto, il comando che ci è sottilmente intimato :
dimenticare,  
E proiettarsi , spingersi verso mire che librano oltre quel che conviene...
E chi mai, oggi,  avrebbe il coraggio di convenire d'altro?
  Spingere troppo in là certe esperienze 
non aiuta l'uomo!
Quell'uomo che, per un certo tempo, si è visto cosi leggermente proiettato,
 incoscientemente sospinto in un'incontenibile altalena di euforia...
Ora, in questo stato e disposizione, cosa altro potrebbe considerare?
 la immensa varietà e l'infinita  distensione della propria essenza,
  chiederebbe di rallentare.... ad ammirare ben altro!
L'uomo, ora ha paura, non vuol rendersi conto di chi veramente è,
cosa veramente può sostenerlo,  conservarlo e sospingerlo!
L'altalena della vita come l'altalena del mondo sembra ormai inevitabilmente tesa 
Abbiamo  trascurato com'è fatto il  filo conduttore del vivere...
E chi  ha interesse a ricordarlo ?
E pur resta, che lo vogliamo o no,  il perno centrale il sostegno del nostro rutilante volteggiare!
Il sostegno lo si vorrebbe indicare  e far credere in quel punto di apparente  massima energia...
E, perfino i cosiddetti più fini cultori della tangibile scienza, ci nascondono come esso  sia pericoloso e inaffidabile!
Tutto è teso verso l'alto e per un certo tratto potrebbe essere anche  una bella esperienza...
se sapessimo che c'è un momento, un limite, in cui richiamati a noi stessi ,
restiamo pronti a  lasciarci ricondurre alla base

martedì 18 aprile 2017

La morte di un notevole rappresentante dei nostri tempi



E anche per te il tempo della libertà finisce qui
L'antica scelta ratifica il suo giudizio
Qui dove il tempo è Libertà
di  variopinta esperienza
incontri , sguardi.
malie e malizie
infinite risate
  non bastano
Questo è
anche tempo per valutare
E scegliere
Mite  la chiamata
possibile il rifiuto
Questo, il tempo della seduzione
e delle errate convinzioni
dei  tanti doni svalutati
delle presunzioni tanto acclamate
Quante concessioni  ci si attribuisce
in una furiosa concezione di se stessi
in una boriosa distorsione del proprio  valore
Sovrane vittime  del bieco tentatore
E di una lunga vita
pur ricca di soddisfazioni
alla fine cosa resta ?

un mesto addio senza compianto
La rigida difesa di un nulla
menzognero
Non una preghiera, non una speranza
non un  segno di eterna  appartenenza
Resta la nera terra
un inestinguibile fuoco
che divora il corporale gesto

E   l'anima smarrita
fissa nel tempo
non sa cosa , dove
cercare il suo riposo
Cieca alla vigile mano
soccorritrice

sabato 11 marzo 2017

E' forse la follia la soluzione per la nostra esistenza?
Viviamo in un epoca in cui ogni spiritualità si converte in profitto.
Tutto, viene fatto in vista di un guadagno. Un epoca in cui la vita stessa è una mascherata. Che la felicità del vivere, è falsa, come l'arte che la esprime. In una simile epoca di perduta genuinità è forse la follia, la soluzione per la nostra esistenza?
Karl Jaspers




Niente di quello che siamo va perduto

niente di quello che facciamo è smarrito

 anche se sembra essersi dileguato

anche se sono venuti i topi e l'hanno eroso

 anche se è venuta l'acqua e l'ha trascinato in fondo all'oceano

 niente di quello che abbiamo fatto di bene o di male

 è cancellato, perdonato ma non dimenticato

 E un giorno lo ritroveremo, ce lo ritroveremo davanti

nella sua grandezza o nella sua miseria

 ce lo ritroveremo presente

 E quel che abbiamo creduto di poter nascondere

 Quello che hanno creduto di poterci vietare

 ci sara restituito

Non ci è  consentito  ecclissarci in eterno

Quando l'Eterno Signore della vita

 ci convocherà tutto ci sarà restituito

Fino alla più piccola traccia della nostra esistenza
in eterno


Post n°49 pubblicato il 01 Febbraio 2005 da parlo.con.te blog libero


Guardando fuori dalla finestra.


Stamani un vento mordace

ha attaccato insolente il mio orticello,

spogliando i rami inariditi

delle ultime foglie appassite.

Una   rosa  tardiva, impacciata,  

 ha disperso i suoi  teneri petali

in file di fiocchi sanguigni.

Due  merli infreddoliti,

stanno appollaiati oscillanti su un ramo,

poi come se attratti da quel rossore balenante

s’accostano a beccare.

Li  osservo sorpresa, addolcita,

coinvolta da una stretta  :

d’un tratto il mio orticello,

un po’ selvaggio e un po’ curato,

m’appare  come un buon luogo

dove trovare ristoro.  

Ed ecco, d’istinto alzo la mano,  

un  cenno amichevole, accorato,

ma essi non intendono,

sono sorpresi

E, saltellando sfuggenti,

 s’avviano lontano.

 Delusa li guardo

svolazzare inclinati,

 squittendo insistenti,

Sarà il loro saluto?


Dedicata a Maurizio Costanzo e Raffaele Morelli
Da Cui ASPETTO SEMPRE UN GRAZIE!

giovedì 9 febbraio 2017

La verità non la trovi dietro l'angolo

E anche quest'anno una canzone che  ricorda la mia storia 
una canzone , una strada da percorrere 
e insieme un'emozione da vivere
un ricordo da rinverdire 
stelle che illuminano la notte, la nostra




Inizio questo mio scritto come un lascito spirituale 
perché credo che la verità ha le gambe lente 
ma alla fine è giusto che debba essere conosciuta,
nel suo interagire con la storia del mondo ...
Forse qualcuno, non posso immaginare chi,
né quando , non so da quale paese,
sarà  attratto a rispolverare la mia canzone
E spero che quel che vado ora confidando potrà essere d'invito..



Gentile amico che ti trovi a passare da qui 
vorrei avvisarti: quel che ti accingi a leggere
cela scomodi incredibili segreti ..
Comincio  partendo da qualche anno fa...
Eravamo all'inizio  degli anni duemila, quando 
mi sono trovata invischiata
in un oscura vicenda , che ha dato alla mia vita
una piega strana, avvolta di mistero 
  E quanto più l'andamento dei fatti 
andava Ingarbugliandosi nella sottesa ambiguità , 
più se ne estendeva la suggestione
Tutto questo rende parecchio complicato lo svolgersi dal mio racconto...
per questo ci tengo ad anticiparne le note oscure
Ma ancora non so, su quali tonalità offrirle
D'altronde sono ancora dibattuta se sia bene continuare a tacere 
o che  sia più giusto che la realtà che mi concerne non venga sepolta
Come ho detto, essa riguarda intrighi e indebite appropriazioni,
in cui è coinvolto un bel numero  di persone..
E dov'è la stranezza  ? Facile ironizzare...
No , non c'è niente di originale in tutto questo , 
se non il particolare che la cosa mi tocca di persona
Sono io che l'ho vissuta, e non potevo parlarne , né chiarire, e nemmeno 
confidarmi , nessuno mi avrebbe creduta, pena la derisione sociale
Vedi che l'argomento che mi spinge non è banale...
Sto per notificare un celato abuso , 
un uso scorretto, un sottaciuto impiego,  
  una usurpazione morale prima che materiale:
preziose, prelibate ricette e  vivande, 
mascherate, ed esibite come di produzione ignota !
Cosi chi le aveva  inizialmente create, come non le avesse
mai immaginate, prodotte, e rese ben visibili
in uno scritto che forse nessuno vorrà mai rispolverare...
No , non c'è niente di strano in questo: 
   tutto  avvenuto
nella complicità e occultamento generale...
Pensa a quel che succede oggi, quando qualcuno 
- dei nostri politici " intoccabili "-, si trova coinvolto in malefatte 
che non può confessare , allora ripara sfacciatamente 
con un incredibile: " è successo a mia insaputa" 
E tutti fanno finta di credergli!
Beh, a me è accaduto l'opposto: tutto è successo me consapevole spettatrice !
Ma nessuno sarebbe disposto a dar credito alle mie parole..
Questa la ragione che ora mi spinge a parlare ...
Ho bisogno di affrancarmi , di risollevarmi da una usurpazione morale ,
ho bisogno di riprendermi da una beffa, 
un celato abuso, un gesto scorretto
una sotterraneo dileggio!
Oggi appropriarsi del lavoro altrui  sembra quasi un gioco, un' inezia, 
ma a chi poi chiedere un risarcimento?

Questo quanto è successo a me e alla mia amica Sara
preziose, prelibate ricette di buona cucina, 
mascherate, ed esibite come proprietà d'altri!
E dopo tanto prodigarci , chi le aveva prodotte
nella novità degli ingredienti, 
nalla buona composizione e giusta  proporzione, 
come se non esistesse, 
Non esiste l'autore, non esiste lo scritto

Devo anche ammettere che  non ho fatto niente per pubblicizzarlo.
Ho solo preso nota di quel che andava succedendo .. , 
per anni, tanta gente, persone note , 
in vista intendo, persone che fanno tendenza;
come voraci fantasmi  assisi alla tavola
della mia amica Sara, per carpirne i segreti 
e ,con indisturbata nonchalance ,
spacciarne  le novità ... E farci fortuna e soldi!
Non un grazie ho sentito dalle loro labbra
Una menzione, un ricordo, un riconoscimento!
A Sara non importava
lei era soddisfatta cosi, le bastava che, dopotutto, quel libro
a qualcosa fosse stato utile...
A lei  bastava appurare che  il suo contenuto fosse buono, e 
l' eco che costoro diffondevano lo confermava  
Ancor piu se con  film e canzoni ..
A lei questo bastava, lei non ambiva ad altro, 
Non mirava al tornaconto,  e nemmeno a riconoscimenti...
Cosi quando  insieme ne parlavamo
il fatto che quel che costoro andavano sfornando 
partisse dalla nostra cucina 
sembrava una lontana fantasia, 
il riverberare di una notte di luna piena....
Ma io non ho mai smesso di osservare... 
Comunque mi sono imposta di  non interferire 
In quel periodo il gusto e la fantasia degli uomini 
minacciava di degradare in modo indecente ,
- un po come sta capitando oggi...-
Ero consapevole che se volevo che il bello e il buono
che quelle vivande proponevano spiccasse al meglio,
bisognava non intralciare:
l'onda lunga del buon profumo chiede di espandersi liberamente ,
per non alterare la consistenza dei suoi ingredienti!
La mia ingenua sproporzione  rischiava di vanificare tutto , 
Allora davvero sarebbe stato lavoro inutile , 
tutti gli sforzi per provare e riprovare a migliorare, 
per proporre una buona riuscita  , tutto al diavolo...
E si ,avrei fatto un grosso torto alla mia amica Sara!
E mi sono tenuta silenziosa a guardare, 
pensando  che comunque dovevo tenermi pronta ,
prepararmi, in un modo o nell'altro, ad ogni eventualità.
Cosi ho visto avvicendarsi un gran numero di presone, 
, che ispirate dalla bontà di quelle vivande , 
ne hanno prodotto le più svariate imitazioni...
Quanti film , quante canzoni..
E che dire della pubblicità!?...
Tutti si son serviti , con buon profitto,
a quella tavola cosi generosamente apparecchiata
Ma dopo essersi serviti, nessuno ha sentito di dover riconoscere l'ispirazione...
Tantomeno me lo aspetterei ora...
Anzi... Ma ,   scusa, caro visitatore, se  mi sono  rivolta a te  
Proprio a te che hai avuto un gran coraggio ad arrivare sin qui,
Comprendo la tua perplessità , 
Ed è giusto ti venga un qualche sospetto:
ma chi vorrebbe compromettere costei, in modo cosi astruso?
No , gentile amico, non intendo approfittare della tua cortesia
Non della curiosità che ti ha spinto a seguirmi qui
Ma c'è un momento per tacere
e uno per parlare... Lo si deve sopratutto a chi ci sta vicino
perché le verità nascoste non rimamgano 
il serpeggiare di una malsana fantasia...
Allora , eccomi qui
Basta essere convinti di voler fare la cosa giusta ...
So di non aver molto tempo 
E non è più il caso di tergiversare.
D'altronde a nessuno un giorno verrebbe lo scrupolo di farlo al posto mio
Se nessuno finora ha sentito il bisogno 
Eppure basterebbe una semplice ammissione !
Ma men che meno la potrei ottenere  da colui che si è trovato a rivestire
il ruolo principale, in tutto questo intreccio, 
assumendosi il ruolo di scopritore e divulgatore,
E ne traggo che più che persona perspicace, e fine intenditore
si dimostra un "  beffardo opportunista "  !
Ma si sa, il diavolo lavora per sé, Dio per tutti
Si c'è un personaggio che quelle vivande le avute per primo tra le mani, 
che per primo le ha saggiate, per poi distribuirle, a piene mani... 
con una generosità - o convenienza ? - sorprendente!... 
Qualcuno dice che si è esposto, perché spinto dal suo buon naso!
No, non credo, io credo che sia stato il destino ad affidargli questo ruolo, 
Io credo che il destino, quando ci consegna compiti particolari, è
per motivi che lo stesso esecutore nemmeno potrebbe immaginare...
 Secondo me costui si e trovato a quella tavola,
con quel manoscritto tra le mani, per volere del destino, 
non per particolare merito..
 E comunque  il suo nome era ben in vista , per questo
gli è stato da non so chi recapitato, molto prima che io stessa 
mi facessi scomoda latrice!
Convocato e invitato sin dall'inizio !
Comunque, bisogna dire che senza il contributo di costui 
tutte quelle sapide espressioni,  cosi scrupolosamente studiate ed esposte,
non avrebbero avuto la stessa fortuna ....
Ma di che vado farfugliando!?...  
Beh se almeno uno tra i tanti beneficiati, che hanno trovato utile ispirazione 
in un libro che nessuno ha mai comprato, trovasse la voglia di ammetterlo!
allora questo non sarebbe solo il paese dei "a mia insaputa"