Quel che suggerisce il cuore


Qui mi propongo, - quale pretesa!-,
di indagare sul nostro destino:
chi siamo, da dove, e dove andiamo?
Esprimerò quel che suggerisce il cuore,
quel cuore troppo poco ascoltato,
eppure vibrante di speranza
reclama perdute assonanze

sabato 11 marzo 2017

E' forse la follia la soluzione per la nostra esistenza?
Viviamo in un epoca in cui ogni spiritualità si converte in profitto.
Tutto, viene fatto in vista di un guadagno. Un epoca in cui la vita stessa è una mascherata. Che la felicità del vivere, è falsa, come l'arte che la esprime. In una simile epoca di perduta genuinità è forse la follia, la soluzione per la nostra esistenza?
Karl Jaspers




Niente di quello che siamo va perduto

niente di quello che facciamo è smarrito

 anche se sembra essersi dileguato

anche se sono venuti i topi e l'hanno eroso

 anche se è venuta l'acqua e l'ha trascinato in fondo all'oceano

 niente di quello che abbiamo fatto di bene o di male

 è cancellato, perdonato ma non dimenticato

 E un giorno lo ritroveremo, ce lo ritroveremo davanti

nella sua grandezza o nella sua miseria

 ce lo ritroveremo presente

 E quel che abbiamo creduto di poter nascondere

 Quello che hanno creduto di poterci vietare

 ci sara restituito

Non ci è  consentito  ecclissarci in eterno

Quando l'Eterno Signore della vita

 ci convocherà tutto ci sarà restituito

Fino alla più piccola traccia della nostra esistenza
in eterno


Post n°49 pubblicato il 01 Febbraio 2005 da parlo.con.te blog libero


Guardando fuori dalla finestra.


Stamani un vento mordace

ha attaccato insolente il mio orticello,

spogliando i rami inariditi

delle ultime foglie appassite.

Una   rosa  tardiva, impacciata,  

 ha disperso i suoi  teneri petali

in file di fiocchi sanguigni.

Due  merli infreddoliti,

stanno appollaiati oscillanti su un ramo,

poi come se attratti da quel rossore balenante

s’accostano a beccare.

Li  osservo sorpresa, addolcita,

coinvolta da una stretta  :

d’un tratto il mio orticello,

un po’ selvaggio e un po’ curato,

m’appare  come un buon luogo

dove trovare ristoro.  

Ed ecco, d’istinto alzo la mano,  

un  cenno amichevole, accorato,

ma essi non intendono,

sono sorpresi

E, saltellando sfuggenti,

 s’avviano lontano.

 Delusa li guardo

svolazzare inclinati,

 squittendo insistenti,

Sarà il loro saluto?


Dedicata a Maurizio Costanzo e Raffaele Morelli
Da Cui ASPETTO SEMPRE UN GRAZIE!