Quel che suggerisce il cuore


Qui mi propongo, - quale pretesa!-,
di indagare sul nostro destino:
chi siamo, da dove, e dove andiamo?
Esprimerò quel che suggerisce il cuore,
quel cuore troppo poco ascoltato,
eppure vibrante di speranza
reclama perdute assonanze

mercoledì 30 giugno 2010







Il buon Giornalista deve essere spietato diceva Indro Montanelli


Ma noi cosa ci aspettiamo dai giornalisti?



Nell’appoggiare pienamente la “doverosa” protesta dei giornalisti mi domando : cosa ci aspettiamo da un “buon “ giornalista, perché conquisti il nostro gradimento?
Assodata la funzione sostanziale di un giornalista di aggiornarci sugli avvenimenti correnti, questi ha , prima di tutto, l’ingrato compito di illustrare e commentare il fatto, secondo competenza e coscienza.
Un buon giornalista, per questo, non si fa prestanome né presta penna, egli dovrebbe essere sopratutto indipendente, dipendente cioè solo dalla sua sensibilità , nel commentare l’obiettività degli eventi, come nel ritracciarne risvolti che altrimenti verrebbero prontamente insabbiati.
Ardua mansione, quella di rintracciare e sottolineare il pelo nell’uovo! , si fa per dire, perché oggigiorno le questioni da certificare sono travi cosi massicce che c’è ben poco da sofisticare…
Noi lettori ci aspettiamo di essere al contempo stimolati a considerare e indotti ad interpretare , ossia auspichiamo di ricavare dai diversi articoli chiarimento e sollecitazione sociale e politica.
Sottolineare le aberrazioni e mettere in evidenza quel che al semplice cittadino sfugge sulle idiosincrasie del potere…Vi sembra poco?
A voi giornalisti resta il dovere, di difendere con la parola intrigante una libertà intricata!

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