Quel che suggerisce il cuore


Qui mi propongo, - quale pretesa!-,
di indagare sul nostro destino:
chi siamo, da dove, e dove andiamo?
Esprimerò quel che suggerisce il cuore,
quel cuore troppo poco ascoltato,
eppure vibrante di speranza
reclama perdute assonanze

martedì 11 gennaio 2011


Vivere a dispetto del morire o
rappacificarsi con sorella morte?




Vivere con dolcezza… sempre
Anche quando preme il dolore
e sorella morte ribassa
le misere spalle…
Possibile mai ?

Forse la spiegazione sta
in un confronto di verità

Simile a Morte, infatti è Verità
Temiamo la morte
Come abbiamo timore della verità:
entrambe ci sovrastano,
entrambe appartengono
a un mondo distante,
che abbiamo paura di accostare,
in quella oggettività
che restituisce
altrove la nostra essenza

Quando impariamo a confrontarci con l’una
accogliamo anche l’altra:
misterioso questo legame
più possente della stessa realtà

Vivere per non morire o rappacificarsi con sorella morte?
A volte ci limitiamo a vivere per non morire… e tutte le nostre esperienze
diventano un vivacchiare pur di continuare nelle nostre limitanti vicissitudini,
ma l’ ignoto misterioso coinvolge molto più, ed è la consistenza dell’incognito
futuro che spinge a vivere con nuovo interesse ogni giorno, e a generare una
pur gioiosa partecipazione…
Bisognerebbe imparare a includere la morte nelle normali esperienze di vita,
bisognerebbe trovare il sottile e tenace legame che ci lega ad essa e
smetterla di disprezzarla come fosse il peggiore degli affronti.
La morte fa parte della vita, dà senso e spessore al nostro fare, capovolge i
luoghi comuni , e pone accenti di luce dove non ce lo saremmo aspettato!
Cosi facendo vivremmo meglio, più sereni, e - paradossalmente - più gioiosi e
più fattivi, e, senza nulla trascurare arriveremmo fino ad un’ ètà che non
contavamo …






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